Date 2024
Location Grostè (TN)
Value € 2.000.000,00
Client Private
Project 2024
Realization -
Category Competitions
Riqualificazione del rifugio Graffer
L’idea
I tre nuovi volumi, che costituiscono l’ampliamento, sono ben visibili ed abbracciano il nuovo corpo scale, anch’esso facilmente riconoscibile in quanto spicca rispetto agli altri corpi di fabbrica culminando in un “belvedere” interamente vetrato.
I nuovi edifici caratterizzano l’ampliamento in maniera sobria, efficiente ed economica attraverso, l’uso di una lamiera che li riveste interamente.
Il corpo di fabbrica contenente la cucina è rivolto a nord-est, quello della nuova sala da pranzo ha una vista panoramica a sud-ovest e quello per la preparazione pasti self-service è incuneato tra gli altri due e guarda a sud-est.
Le finestre della nuova architettura, di forma, dimensione e posizionamento diverso, fungono da “cono ottico” sul paesaggio circostante.
La nuova scala è ben visibile attraverso la vetrata a tutta altezza che ne contraddistingue il vano a sud-ovest.
Uno spazio vendita esterno rivolto verso le vallate di sud-ovest consente agli avventori di consumare un rapido pasto.
L’adeguamento dell’edificio esistente prevede sostanzialmente la razionalizzazione e l’ampliamento dei bagni presenti, parte dei quali accessibili direttamente dall’esterno, l’ampliamento e la riconfigurazione dei depositi e dei magazzini e la creazione del bivacco invernale nell’angolo nord-ovest.
Il progetto
La nuova ala prende corpo a sud-est in aderenza all’attuale rifugio, sviluppandosi attorno al volume della nuova scala principale panoramica, che connette, a tutti i piani, gli spazi esistenti con i nuovi, trovandosi in posizione baricentrica, permettendo così un rapido collegamento di tutti gli ambienti, diventando al contempo elemento distintivo e punto di riferimento per chi arriva al rifugio.
I tre nuovi corpi contengono rispettivamente: la cucina, il self-service e la sala da pranzo al piano rialzato; mentre al piano terra trovano posto: lo spazio vendita esterno ed i servizi annessi: depositi, celle frigorifere, mensa del personale, servizi igienici e spogliatoi del personale, ecc...
I nuovi volumi, dalle linee essenziali e contemporanee, rivestiti in doghe verticali di lamiera, sono facilmente riconoscibili da chi raggiunge il rifugio in quanto di colore azzurro, tranne l’area self-service di colore bianco, a simboleggiare le persiane (azzurre e bianche) che caratterizzano i rifugi S.A.T.
Il vano della nuova scala principale è rivestito da lamiera di colore azzurro ed è coronato da un “belvedere” in lamiera, (dello stesso colore grigio del tetto esistente), e da vetrate sui quattro lati. Questo volume ricorda una “torre di avvistamento”, e diventa un “punto cospicuo” per chi, arrivando da lontano, identifica in questo modo più facilmente il rifugio, grazie anche alla luce che emanano le sue ampie vetrate all’imbrunire. Il “belvedere” funge da punto privilegiato con vista a 360° sulle montagne circostanti per chi si trova al suo interno grazie alla sua posizione elevata rispetto agli altri volumi.
La cucina è collegata visivamente alla sala da pranzo esistente attraverso una vetrata che ne mostra il funzionamento durante la preparazione dei pasti caldi che vengono confezionati al suo interno. Altre finestre, poste lungo il suo perimetro, oltre a dare luce naturale a questo spazio di lavoro, regalano una vista suggestiva sulle vette circostanti ai suoi addetti.
Il volume che identifica l’area self-service di distribuzione pasti, prospicente la cucina, risulta essere in posizione centrale rispetto alla sala da pranzo esistente ed alla nuova, fungendo da “connettore” tra le due sale. La nuova sala da pranzo rivolta a sud-ovest è caratterizzata da un grande locale rettangolare, con sedie, panche e tavoli in legno con piano in gres effetto beola, posti lungo il suo perimetro, creando così un’asse prospettico culminante in un’ampia vetrata che funge da “cono ottico” e incornicia la vista sul paesaggio circostante. Le “finestre a nastro”, presenti lungo il perimetro di questo locale, consentono la vista sia nord-ovest che sud-est anche da seduti.
La nuova architettura e il paesaggio
L’ampliamento è costituito da tre volumi compatti, che guardano in tutte le direzioni, caratterizzati dalla copertura a doppia falda tipica dei rifugi S.A.T, di diversa altezza, riconoscibile anche all’interno, dando così dinamicità all’architettura. I nuovi corpi di fabbrica si sviluppano attorno al nuovo corpo scala in cemento armato, baricentrico rispetto all’edificio esistente ed all’ampliamento, che termina con un “belvedere” vetrato che ricorda le teleferiche.
La lamiera colore azzurro e bianco contraddistingue il nuovo “look” dell’ampliamento, e rimanda alle persiane che si possono considerare il “brand” dei rifugi S.A.T. rivestendo interamente le nuove superfici, tetto compreso.
Le nervature della lamiera, che rivestono le pareti perimetrali, corrono in senso verticale per slanciarne l’architettura ed in particolare la “torre-faro”, oltre a garantire la micro-ventilazione della facciata.
Le finestre, piccole a nord-est, s’ingrandiscono a nord-ovest ed a sud-est per ampliarsi verso sud-ovest, culminando nella grande vetrata del vano scale che diventa la “cerniera scenografica” del complesso, la cui illuminazione notturna la mette in evidenza per chi giunge al rifugio dall’imbrunire.
Il “belvedere” interamente vetrato, posto a coronamento del volume della scala principale, è il confortevole luogo di contemplazione delle montagne nel silenzio della natura circostante fino a sera, momento in cui si trasforma in “faro” luminoso.
La nuova scala
La nuova scala, contenuta all’interno di un manufatto in cemento armato a vista (rivestito in lamiera azzurra all’esterno), è il nodo di connessione tra vecchio e nuovo rifugio ed è coronata da un piccolo “belvedere” con struttura in travi di ferro che formano una sorta di “trave reticolare” che ricorda la sagoma degli abeti, avvolta da grandi vetrate con vista mozzafiato sulle alpi del Brenta. Una serie di faretti ad incasso nel soffitto ligneo ne consentono la vista di notte. I pianerottoli di ogni piano hanno una resistente superficie in battuto di cemento, mentre le rampe sono in ferro naturale così come i corrimani caratterizzati da una serie di “bacchette verticali” fissate ai gradini, che ricordano le racchette da sci, sulle quali è fissata una maglia metallica simile alle reti anticaduta massi presenti in montagna. Questa “permeabilità” del parapetto consente di godere della vista a perdifiato sulle vallate attraverso l’ampia vetrata rivolta a sud-ovest.
Soluzioni tecnologiche e costruttive durevoli e sostenibili dal punto di vista ambientale
Le opere strutturali necessarie per il progetto di ampliamento prevedono la realizzazione di:
fondazioni per i nuovi volumi; eventuali consolidamenti dei volumi interrati in quanto parte del nuovo fabbricato si imposterà sopra di questi; strutture portanti in elevazione dei nuovi volumi.
Le fondazioni saranno di tipo diretto, impostate sullo strato roccioso. Si ipotizza una fondazione a platea o a travi rovesce.
I nuovi volumi saranno realizzati in legno, con la tipologia “Platform Frame”.
Platea e struttura in legno verranno assicurate tramite opportune barre filettate in acciaio o tasselli a pressione.
Nel caso delle porzioni di volume facenti parte del progetto di ampliamento che andranno sopra al piano interrato e alla cisterna esistenti, andranno verificate le interferenze geometriche e l’incremento dei carichi per assicurarsi che le strutture attuali siano idonee ai nuovi carichi. In seguito all’esito delle verifiche si valuteranno eventuali consolidamenti.
L’intero ampliamento dovrà essere strutturalmente indipendente dall’esistente, per non andare a sottoporre l’attuale fabbricato del rifugio a sollecitazioni per cui non è stato progettato.
Per questo si realizzeranno giunti strutturali nei punti di contatto che permetteranno il totale distacco delle due strutture.
Tutta la struttura in elevazione, così come i solai, saranno realizzati in legno con il sistema costruttivo “Platform Frame”.
Il sistema “Platform Frame” prevede pareti costituite da un’ossatura portante in legno con montanti verticali e telai ed un rivestimento ligneo, che collega i montanti ai telai. I montanti possono essere molto snelli e su questi vengono disposte le giunzioni dei pannelli. L’interasse è molto ridotto.
Questa tecnologia verrà usata anche per realizzare le falde inclinate di copertura.